Parlamento

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Giuseppe Lazzati

Docente Universitario e membro della Costituente

Sono nato a Milano il 22 giugno 1909. La mia famiglia mi ha aiutato a scoprire e coltivare fin da piccolo la fede cristiana.

Da giovanissimo il Signore mi ha ispirato di scegliere di vivere la mia fede e il mio impegno di cristiano nel celibato e di essere un laico a servizio della Chiesa e del mondo. Ho studiato Lettere e Filosofia e ho cominciato a insegnare all’Università: questa è stata la mia passione e professione.Subito dopo la guerra, però, la difficile situazione dell’Italia mi ha quasi costretto a impegnarmi attivamente in politica e a dare il mio contributo, insieme ad altri amici, per ricostruire il nostro Paese.

Concluso l’impegno politico nell’Assemblea Costituente e nel Parlamento, sono tornato a lavorare all’Università, prima come professore, poi anche come Rettore della Cattolica di Milano. Anche se in maniera diversa, non ho abbandonato la politica: ho continuato a lavorare per formarele giovani generazioni, per diffondere una cultura politica animata dalla concezione cristiana dell’uomo e del mondo, capace di sviluppare l’adesione ai valori della democrazia e per costruire, da cristiani e nel dialogo con tutti, una città dell’uomo a misura d’uomo.

Noi laici, abbiamo una nostra specifica responsabilità perché nel mondo, là dove viviamo, in quella bottega, in quell’officina, in quella scuola, inquell’ufficio, in quel parlamento, in quel sindacato…ci siamo noi. E se noi non lavoriamo lì a costruirela città dell’uomo da cristiani, chi lo fa?

È tutto il laicato che va condotto alla coscienza della sua funzione, attraverso la quale si santifica, così come il prete si santifica attraverso l’esercizio della propria funzione che è quella di costruire la Chiesa e di evangelizzare. E tutti devono diventar santi, tendendo tutti al massimo di santità.

Tutti apparteniamo alla Chiesa per il battesimo e, nella Chiesa, siamo tutti chiamati a una medesima vocazione: la santità. Tutti dobbiamo aiutarci a vivere in modo da raggiungere questo fine. Dobbiamo camminare dandoci la mano, per sorreggerci l’un l’altro in un cammino che, qualche volta, può essere difficile.

La Chiesa siamo noi cristiani, pietre vive, chiamati a rendere visibile il Cristo. Questo fa capire il valore del momento della testimonianza. E in esso che diamo prova di amare la Chiesa, traducendo in atto ciò che la Chiesa insegna – il messaggio di Cristo -, attraverso la vita.